27/03/2012

Il Circo della Farfalla

- versione del cortometraggio con sottotitoli in italiano -

 Un bel cortometraggio di 20 min. sul tema della speranza, del non mollare mai e della bellezza che può nascere anche dalla cenere. Protagonista Nick Vujicic, predicatore e oratore motivazionale che tocca profondamente per la sua gioia di vivere, il suo coraggio e la sua fede in Dio, nonostante la sua disabilità (è nato senza arti dalla nascita)

 

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mercoledì 28 marzo '12

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Pala di San Cassiano

Antonello da Messina

 

V Settimana di Quaresima


B. VENTURINO DA BERGAMO

Nato a Bergamo nel 1304, a 14 anni si fece domenicano; terminò gli studi a Genova, vi fu ordinato sacerdote ed eletto maestro dei novizi. Si iscrisse, poi, alla Società dei frati peregrinanti per le missioni di Oriente: fu, invece, mandato nel convento di Chioggia, poi a Vicenza e Bologna, imponendosi quale eccellente oratore, costretto spesso a predicare all'aperto per lo straripante uditorio. In Bologna riuscì a far costruire un convento e una chiesa e così a Bergamo. Nel 1335 organizzò un pellegrinaggio di penitenza da Bergamo a Roma, per la conversione dei peccatori, per indurre guelfi e ghibellini alla pace e riconciliare gli scomunicati bergamaschi. Ma il Papa diffidava di lui e lo condannò a otto anni di pena e di esilio. Liberato nel da Clemente VI, nel 1344 accompagnò i crociati in Oriente, circondato da grande entusiasmo. Ma arrivato a Smirne, sfinito dalle fatiche e dalle penitenze, morì il 28 marzo 1346, a quarantadue anni.

Vangelo del giorno

Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro! ”Giov. 8,34-38

Riflessione Per Il Giorno - (Parabole moderne)

Condannato a 20 anni di carcere, un tale per ammazzare il tempo dedicò le sue cure alle formiche della cella. Ne trovò una particolarmente dotata e decise di addestrarla: ci vollero anni di pazienza e tenacia, ma alla fine ottenne che l’insetto imparasse a saltare, ballare, cantare e persino parlare in quattro lingue. Uscito di prigione portò con sé la preziosa formichina: nel bar in cui si recò per il suo primo caffè da libero, non resistette alla tentazione di sfoggiarne la straordinaria bravura. Chiamò il barista e disse:”Guardi quest’animaletto!”. Il barista senza esitazione schiacciò la formica e disse allo sbigottito avventore: ”La prego di scusarci, signore”. C’è sempre chi presume di far bene distruggendo in un batter d’occhio il risultato di anni di impegno e dedizione…forse bisognerebbe addestrare elefanti!

Preghiera del giorno - (PREGHIERA DEI GENITORI)

“Dio nostro, ti chiediamo vita perché possiamo vedere i nostri figli crescere. Pazienza, perché possiamo educarli senza opprimerli. Saggezza, perché il nostro modo di agire non faccia gravare su di loro il pregiudizio. Amore, perché possiamo indirizzarli con delicatezza verso l’obiettivo.  Benedizione, perché possiamo dire sì alla via che prenderanno. Amen“.  Pater-Ave–Gloria

Intenzione del giorno

Preghiamo per la Somalia devastata da carestia e caos politico, covo di pirati e di terroristi islamici e minaccia internazionale…perché ritrovi la via della pace

Don’t forget! …Ricorda!

30-03-1995: muore don Giovanni Pellegrinelli, prete del Patronato S. Vincenzo

 

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26/03/2012

martedì 27 marzo '12

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San Sebastiano

Antonello da Messina

 

V Settimana di Quaresima

B. FRANCESCO FAÀ DI BRUNO SACERDOTE

Fa parte della schiera dei santi sociali piemontesi. Nato ad Alessandria nel 1825 da una famiglia della nobiltà militare, prima di divenire prete, fu ufficiale dell'esercito sabaudo (è protettore dei genieri), professore all'Università di Torino, architetto e matematico, consigliere della Casa reale. Diede vita all'opera S. Zita per le donne di servizio e a una casa per ragazze madri. Fondò le suore Minime di Nostra Signora del Suffragio. Morì nel 1888.

La Parola di Dio del giorno


“In quel tempo disse Gesù ai Giudei:”Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati”. Gli dissero allora:“Tu chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui”. Non capirono che egli parlava loro del Padre”. Giov. 8,22-27

Riflessione Per Il Giorno - (Gianfranco Ravasi)

“Avversario: essere deprecabile che si permette di avere le nostre stesse aspirazioni”. Sono parole di Ambrose Bierce (scrittore e giornalista Usa tra i più caustici che visse tra il 1842 e il 1914) tolte dal suo “Il dizionario del diavolo”. La gelosia crea antagonisti, vede rivali dappertutto, genera odio, ignora il ridicolo.“Verme roditore” la definiva Cervantes. Dalla sindrome dell’avversario ci si libera solo con un esercizio incessante, perché –come scriveva Moravia nei racconti romani- “l’invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto, più ritorna a galla”. 
 
 
Preghiera del giorno - (PREGHIERA ORTODOSSA)

“Signore della vita, allontana da me lo spirito dell’ozio, della tristezza, dell’amore per il dominio e le parole vane. Accorda al tuo servo lo spirito di temperanza, umiltà, perseveranza e una carità che non venga mai meno. Sì, mio Signore e mio Re, concedimi di vedere i miei peccati e di non giudicare il mio fratello. Perché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen”. Pater – Ave - Gloria

Intenzione del giorno

Preghiamo per i paesi dell’America Latina segnati da violenza, mafie del narcotraffico, squilibri economici e crescita disordinata …

Don’t forget! 

Conosciamo da vicino la…

L’America Latina rischia di sprofondare nella violenza: in Salvador, Honduras e Guatemala il tasso di omicidi è tra i più alti al mondo. In Messico nel 2007 ci sono stati 45.700 morti uccisi. In Brasile le forze speciali dell’esercito occupano stabilmente le favelas più violente. A Caracas in Venezuela 22.000 omicidi nel 2011…Una delle conseguenze è che sempre più generali dell’esercito sono eletti democraticamente capi di governo

Giornata internazionale della Terra.

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commento ad un quadro ... Antonello da Messina

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l'Annunziata

Antonello da Messina

 

ANNUNCIATA: dipinto a olio su tavola (45x34,5 cm) opera di Antonello da Messina, soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (Messina 1429 Messina 1479) il più grande esponente della pittura del XV sec. in Sicilia. Il quadro –oggi a Palermo nel palazzo Abatellis- fu realizzato nel 1476, dopo il ritorno del pittore in Sicilia: si tratta di un autentico capolavoro, una traguardo fondamentale della pittura italiana del rinascimento. La Vergine è colta nel momento in cui l’angelo dialoga con lei o se ne è appena andato: l’artista ha eliminato tutto, angelo annunziante compreso, limitandosi all’essenziale cioè l’annunziata per di più ritratta a mezzo busto.

La figura di Maria emerge, dolce e potente insieme, dallo sfondo nero e occupa interamente la scena. La sagoma piramidale del bel manto blu incorona l’ovale perfetto del volto che presenta i tratti tipici delle donne siciliane. La posa di Maria è di tre quarti; la luce radente la illumina, delineando i tratti e lasciando trasparire sentimenti intensi e trattenuti. All’immobilità dell’asse verticale che va         
dalla piega del velo allo spigolo del tavolo, corrisponde il movimento suggerito dal lento ruotare della figura, dal bellissimo scorcio della mano destra che suggerisce la profondità e dai fogli aperti del libro sacro appoggiato al leggio.

Lo stupendo manto azzurro come il cielo fa pensare a quel “piena di grazia” con cui l’angelo si rivolge a Maria. E se la mano sinistra che trattiene i lembi del manto allude chissà alla verginità immacolata, la destra tesa verso l’angelo o –chissà, verso Dio- diventa segnale muto ed eloquente insieme della sua disponibilità a compiere la volontà divina (ecce ancilla Domini, fiat mihi secondum verbum tuum). I fogli mossi fanno pensare allo Spirito e la luce è il segno della presenza del mistero. Tutto è come sospeso, muto, immobile e insieme tutto parla ed è in movimento.

 

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25/03/2012

lunedì 26 marzo '12

 don bepo

L'Annunciazione

Antonello da Messina

 

V  Settimana di Quaresima


L’ANNUNCIAZIONE

inaugura l’evento in cui il figlio di Dio si fa carne per consumare il sacrificio della Redenzione in obbedienza al Padre e per essere il primo dei risorti. La Chiesa, come Maria, si associa all’obbedienza del Cristo, vivendo nella fede il significato pasquale della annunciazione. Maria, a coronamento della lunga attesa, accoglie con il suo ‘Fiat’ e concepisce per opera dello Spirito santo il Salvatore. In lei Vergine e Madre il popolo della promessa diventa il nuovo Israele, Chiesa di Cristo. I nove mesi tra la concezione e la nascita del Salvatore spiegano la data odierna rispetto al Natale del 25 dicembre. Calcoli eruditi e considerazioni mistiche fissavano ugualmente al 25 marzo l’evento della prima creazione e della rinnovazione del mondo nella Pasqua

La Parola di Dio del giorno

“Il Signore vi darà un segno. Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene” Isaia 7,10-14


Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà. Ebrei 7,10-14


L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Luca 1,26ss

Preghiera del giorno - (Preghiera greca alla Tutta santa dell’Annunciazione)

“Gradisci, dolce Signore, questo omaggio che a te solo noi, indegni tuoi servi, rivolgiamo come a colei che fu scelta fra tutte le generazioni e che si è dimostrata superiore ad ogni creatura del cielo e della terra. Per te, infatti, il Signore delle potenze è venuto fra noi, per te abbiamo conosciuto il Figlio di Dio, per te abbiamo meritato il suo corpo e sangue. Per le tue preghiere conservaci senza rimprovero fino alla fine. Amen”. Ave Maria…

Intenzione del giorno

Preghiamo per i sacerdoti del Patronato S. Vincenzo che oggi rinnovano le loro promesse

Don’t forget! …Ricorda!

Il 25 marzo è il giorno destinato da don Bepo e confermato dalle Costituzioni per il rinnovo delle promesse dei sacerdoti del Patronato, che sono don Roberto Pennati, don Martino Campagnoni, don Pietro Gatti, don Giuseppe Bracchi, don Fausto Resmini, don Jan Heeffer, don Alessandro Messi, don Sandro Sesana, don Marco Perucchini, don Davide Rota.

 

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23/03/2012

domenica 25 marzo '12

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V Settimana di Quaresima

S. DISMAS, IL BUON LADRONE

I vangeli narrano che Cristo venne crocifisso tra due condannati al supplizio per essersi macchiati di assassinio a scopo di rapina. Luca (23, 39-43) narra che uno dei due si unì alle ingiurie e scherni rivolti Gesù; l'altro, ammesso le proprie colpe e pentendosi dei peccati, implorò il Figlio di Dio affinché si ricordasse di lui nel suo regno. Cristo accolse la sua preghiera e gli promise il Paradiso. Gli apocrifi aggiungono molti particolari e danno un nome ai due ladroni: Gestas, il primo, e Dismas o Dimas il secondo, divenuto ben presto molto popolare

Parola di Dio del giorno

“Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo”. Ger 31,31ss

“Gesù, nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”.   Ebrei 5,7-9

“Disse Gesù:” E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.  Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”. Giovanni 12,20ss

Riflessione Per Il Giorno - (Commento al Vangelo)

“E' giunta l'ora”: di che “ora” si tratta? E' quella che il mondo aspettava, a cui tutta la storia tendeva, quella in cui Dio manifestandosi avrebbe dato compimento a ogni attesa e pienezza a ogni realtà. L'ora in cui l'umanità avrebbe realizzato il sogno più segreto e il desiderio più struggente: poter contemplare il volto di Dio e la sua gloria. E' l'ora della pace, della gioia e della riconciliazione universale che i profeti avevano predetto e descritto, quella in cui il perdono di Dio avrebbe riscattato l'umanità dai suoi mali e restituito all'uomo l'innocenza perduta. A sorpresa però l'ora culminante della storia coincide con il momento in cui Gesù “chicco di grano” cade in terra e muore; infatti nel momento del massimo nascondimento, in cui l'odio del mondo nei confronti di Dio si scatena, esplode lo splendore, la forza infinita della gloria divina.

Preghiera del giorno - (Salmo 50 -3° parte)

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. Nel tuo amore fa grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.
Pater – Ave - Gloria                                                                                                                                                                                                                                 

Intenzione del giorno

Preghiamo perché come discepoli di Gesù comprendiamo che perdere la vita con Lui e per lui è ritrovarla per sempre

Don’t forget! …Ricorda!

1807: viene abolita con lo Slave Trade Act la schiavitù in Gran Bretagna


 

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commento al vangelo - 5a settimana di Quaresima

V DOMENICA DI QUARESIMA ANNO (B) Ger 31,31-34 * Eb 5,7-9 * Giovanni 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.  Gesù rispose: “È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.  Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.  Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!  Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò! ”. La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”.  Rispose Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi.  Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.  Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”. Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire. 
 
“E' giunta l'ora”. Nella monotona successione di giorni che chiamiamo vita c’è sempre quello che fa la differenza; l’ora che, ripercorrendo il nostro vissuto, riconosciamo come decisiva. Solo che il riconoscimento arriva sempre dopo che il giorno è passato, dopo che l’ora è avvenuta, perché ciò che cambia la vita generalmente capita all’improvviso, senza farsi annunciare. Non è così per Gesù il quale fin dalle prime pagine del quarto Vangelo allude alla sua ora senza mai precisare peraltro di cosa si tratti. Nel brano evangelico di questa domenica Gesù finalmente annuncia che l’ora è giunta ai giudei di cultura greca saliti a Gerusalemme per la festa; ai discepoli del suo seguito; ai nemici che aspettano solo di poterlo cogliere in fallo; alla gente che guarda e sente senza vedere né capire. “E' giunta l'ora” alla quale Gesù aveva orientato fin dall’inizio la sua esistenza; l’ora che il mondo aspettava e a cui la storia tendeva perché in essa Dio avrebbe dato compimento a ogni attesa e pienezza a ogni realtà.

L'ora in cui l'uomo avrebbe realizzato il suo sogno più segreto e il suo desiderio più struggente: poter vedere il volto di Dio e la sua gloria. L'ora della pienezza di pace, gioia e riconciliazione universale predetta e descritta dai profeti, quella in cui Dio avrebbe riscattato l'umanità dai suoi mali e restituito all'uomo l'innocenza perduta. Ma di che “ora” si tratta? Per Gesù essa è il momento in cui il “chicco di grano” caduto in terra, muore. Nel Vangelo di Giovanni l’ora in cui l'odio nei confronti di Dio si scatena, in cui il mondo mette sotto accusa Dio, lo condanna e lo uccide innalzandolo sulla croce, proprio questa è l’ora in cui si irraggia lo splendore ed esplode la potenza infinita della gloria divina. Come è possibile? Lo è, perché Gesù, l'unico uomo buono della storia, inchiodato sulla croce dalla malvagità umana, non smette mai, neppure per un istante, di volere il bene di tutti, anche di chi lo sta uccidendo.

Perché Gesù, l'uomo universale che è venuto a raccogliere in unità l'umanità dispersa, muore solo, ma riversando su tutti quanti il suo perdono, non abbandona nessuno al suo destino di condanna. Perché Gesù, nell' abbandono in cui il Padre lo lascia, continua a credere in lui e ad amarlo con tutte le forze. Per questo l'ora in cui l'uomo uccide Dio commettendo il più spaventoso crimine della sua storia, per la fedeltà del Cristo a Dio e per la sua solidarietà con noi, diventa l'ora in cui tutte le realtà cambiano di segno. L'ora in cui morire è vivere, perdere è guadagnare, marcire è produrre frutto; in cui l'ultimo diventa primo, il reietto da tutti diventa polo di attrazione universale, il servo è innalzato alla regalità e Satana, il principe di questo mondo, ne è definitivamente cacciato fuori. Perché l’ora di Dio non è altro che la rivelazione del suo amore assoluto, gratuito, fedele, incrollabile: un amore così debole che chiunque può ferirlo e ucciderlo; ma così forte che risorgerà ogni volta di nuovo, senza fine perché in esso e solo in esso è racchiusa l'eternità.

E' chiaro che l’ora di Gesù è il compimento definitivo in cui tutto ricomincia proprio da dove tutto sembra finire e nasce il mondo e l'uomo nuovo. Uomo nuovo è chi, avendo contemplato il volto di Dio non nella gloria e nella luce, ma nel volto sfigurato del crocifisso, non se ne è scandalizzato, anzi se ne è perdutamente innamorato e non chiede altro privilegio a Dio se non quello di poter riprodurre il cammino del Signore nella sua vita e di percorrerlo fino in fondo, dovunque esso porti. Perché anche per il cristiano, come per Gesù, vale la logica del chicco di grano che “se non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” perché “chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”.

Contrariamente a ciò che si pensa infatti non c'è nulla di più pericoloso della logica mortale che imprigiona in sé stessi, rende schiavi della riuscita a tutti i costi, spinge all'affermazione di sé a scapito degli altri e fa vedere sempre e solo i propri problemi. Accettando invece la logica di Gesù, scopriremo come la glorificazione dell'uomo non sia più legata al potere, alla fama, al denaro, alla conoscenza, ma solo all'amore che si dona, esce da sé e perde se stesso pur di guadagnare l'altro e accetta di morire per permettere a Dio di riprodurre in noi e in tutti quel frutto che dona eternità e pienezza.


 

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sabato 24 marzo '12

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angelo - dettaglio Annunciazione

Sabdro Botticelli

 

 

IV Settimana di Quaresima

B. DIEGO GIUSEPPE DA CADICE SACERDOTE CAPPUCCINO.

Nacque nel 1743 a Cadice da illustre casato. Orfano di madre a 9 anni, fu ammesso nel noviziato dei Cappuccini di Siviglia, dove emise la professione religiosa il marzo 1759 e sette anni dopo ordinato sacerdote. Lavorò per diffondere la fede, appoggiando la crociata contro i rivoluzionari francesi. Propagatore della devozione alla SS. Trinità e alla Madonna, fu eletto consultore e teologo di varie diocesi, socio di università e istituti culturali. Si spense a Ronda (Málaga) il 24 marzo 1801.

Parola di Dio del giorno

“Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto? ”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo! ”. Ma i farisei replicarono loro: “Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta! ” (Giovanni 7,40-53)

Riflessione del Giorno - (Fioretti di don Bepo)

Anno 1952: alla fine della cena con alcuni sacerdoti don Bepo chiede loro una preghiera “perché –dice- la banca mi ha invitato entro domani alle 10,00 a rientrare nel fido bancario che è stato sforato di due milioni”. Il mattino seguente alle 9,00 arriva al Patronato un signore di Calolziocorte che dopo aver parlato con don Bepo e visitato i laboratori delle scuole se ne va lasciando un assegno di 1.600.000 lire. Poco dopo un ex-allievo irrompe nello studio per saldare un vecchio debito: altre 400.000 lire sono consegnate a don Bepo il quale, senza che nessuno sappia nulla dei retroscena, alle 10,00 esatte deposita in banca la somma richiesta che solo un’ora prima nessuno sapeva dove andare a prendere.
 
Preghiera del giorno - (Salmo 50 -2a parte)

“O Dio, purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.  Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.” Ave Maria…

Intenzione del giorno

Preghiamo per Mons. Romero e i martiri missionari che hanno dato la vita per la loro testimonianza di fedeltà al Vangelo

Don’t forget! …Ricorda!

24-Marzo-1980: S. Salvador: martirio di Mons. Oscar Arnulfo Romero

Giornata mondiale di preghiera e di digiuno per i martiri missionari.

Eccidio Fosse Ardeatine – Roma: i nazisti trucidano 335 prigionieri


 

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